lunedì 9 novembre 2009

La malinconia è la gioia di sentirsi tristi (Victor Hugo)

Giorni fa parlottando con un amico viene fuori il discorso: MALINCONIA o NOSTALGIA

Ovvero, io sono per indole o forse semplicemente per situazioni di vita una persona nostalgica, vivo perennemente nel ricordo delle cose che mi hanno fatto stare bene. Lui sostiene di essere una persona malinconica, ma non sono riuscita a capire il perché, forse perché non lo conosco abbastanza, o forse solo perché non conosco abbastanza il significato del termine, quindi, voi che ormai mi conoscete sapete già cosa ho fatto…… giorni e giorni di ricerche, e finalmente ora so quali sono i significati di queste due parole all’apparenza così semplici ma………


La malinconìa è un sentimento che provoca una tristezza costante, è una sorta di tristezza di fondo, a volte inconsapevole, che porta un soggetto al vivere passivamente, senza prendere iniziative,

adattandosi agli avvenimenti esterni con la convinzione che non lo riguardino o che in essi non possa avervi un ruolo determinante. Si potrebbe definire come il desiderio, in fondo all'anima, di una cosa, di una patria, di una persona mai conosciuta o di un amore che non si è mai avuto, ma di cui si sente dolorosamente la mancanza o per raggiungere i quali non ci si sente all'altezza.

La parola deriva dal latino melancholia, cioè “atra bile”, bile nera, uno dei quattro umori dalle cui combinazioni dipendono, secondo la medicina greca e romana, il carattere e gli stati d'animo delle persone.


Per capire meglio ho trovato e riportato qui di seguito alcune frasi che sembrano chiarire meglio questo stato d’animo:


* È uno strano destino quello della malinconia. Prende anche se hai tutto. Il viso non mostra segni di sofferenza: è meglio una febbre che costringe a rimanere a letto malati. Se sei triste e stai soffrendo, dentro, nessuno capisce, nessuno ti crede; tutti pensano che sia un posa, uno strano modo di mettersi in mostra. (Romano Battaglia)


* Il lato diabolico della malinconia è quello non solo di far ammalare le sue vittime, ma anche di renderle presuntuose e miopi, addirittura quasi superbe. Si crede di essere come Atlante che da solo deve reggere sulle proprie spalle tutti i dolori e gli enigmi del mondo, come se mille altri non sopportassero gli stessi dolori e non vagassero nello stesso labirinto. (Hermann Hesse)


Ma se ci guardiamo intorno possiamo trovare la malinconia in molte arti come ad esempio:

E’ il sentimento più profondo e costante della vita intima del Petrarca che l’esprime nei versi “Solo e pensoso i più deserti campi vo misurando a passi tardi e lenti".


Herman Hesse “Alla malinconia…Nel vino e negli amici ti ho sfuggita, poiché dei tuoi occhi cupi avevo orrore. Ma tu mi accompagnavi silenziosa, eri nel vino ch'io bevvi sconsolato,eri nell'ansia delle mie notti d'amore perfino nello scherno con cui ti ho dileggiata”.


Eugenio Montale la percepisce come “Il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco”.


Anche in molte canzoni il tema della malinconia è presente, ho passato ore a visionare tutti i video su youtube che contenessero la parola malinconia ed ho trovato ad esempio:



Riccardo Fogli “Ed è malinconia ti segue per la via ti lascia dopo un'ora ma tu sai che torna ancora ………ed è quello che ti resta quando il mondo non ti basta”.


Carboni, (il mio preferito) “ la malinconia è come le onde del mare, ti fa andare e poi tornare, ti culla dolcemente”


Quindi posso concludere che la malinconia è uno stato d’animo, è un sentimento legato alla natura dell'uomo. Una sensazione con cui conviviamo, anche se non siamo tristi, anche se non siamo infelici. Viene spesso confusa con la nostalgia che è però cosa diversa, perché la nostalgia è un sentimento di assenza. E’ desiderio di qualcosa che non si ha in quel momento, e questo concetto mi suona molto più famigliare, perché ahimè io sono un inguaribile nostalgica…


La nostalgia parola composta dal greco (ritorno) e (dolore): "dolore del ritorno" è uno stato psicologico di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per un evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere.


Il termine nostalgia. Entra nel vocabolario europeo nel XVII secolo per opera del medico svizzero Johannes Hofer, alle prese con una patologia diffusa tra i suoi connazionali, costretti dall'arruolamento come truppe mercenarie a restarsene lontani a lungo dai monti e dalle vallate della repubblica elvetica. «Nostalgia» è infatti la designazione dotta del «mal du pays>> (letteralmente il dolore della casa). Tale stato patologico era così grave che spesso portava alla morte i soggetti che ne erano colpiti e nessun intervento medico valeva a ridare loro le forze e la salute a meno che non li si riportasse verso casa.


Roberto Beneduce scrive:

« “Se prima del viaggio si erano costruiti progetti e speranze ed erano state tracciate le premesse di una nuova autonomia, dopo qualche tempo quando i problemi incontrati nei paesi ospiti hanno finito con l’estenuare questa carica progettuale e i bisogni affettivi si sono resi insopprimibili, può accadere al migrante di sentire il proprio progetto esistenziale spezzarsi. Egli può avvertire intorno a sé forze più grandi che lo spingono alla deriva fino a fargli mancare i riferimenti più concreti e irrinunciabili. »


Se da un lato la nostalgia è disillusione e può condurre a un malessere del corpo e
della mente, dall’altro può essere vissuta come una spinta verso il luogo di origine, verso il proprio paese, verso gli affetti, verso le proprie radici e la propria storia, spinta che consente di non sentirsi senza casa, senza appartenenza, senza paese e costituisce una risposta al sentimento del pericolo incombente sulla propria identità.

Nostalgia allora anche come consolazione e come rifugio. Spesso la nostalgia si condensa intorno ad alcune immagini (di oggetti, di luoghi, di persone) che si rivelano nell’esperienza come fortemente significativi per la propria dimensione dell’essere e molto consolatori rispetto al vissuto dello spaesamento.


....tutti viviamo nella incompletezza. Non siamo onnipotenti.

Solo se accettassimo la finitezza come nostro orizzonte la nostalgia

potrebbe apparire come un elemento positivo.

La nostalgia ci dice costantemente che tutto ciò che abbiamo vissuto,

che abbiamo amato, che abbiamo coltivato nel passato, non tornerà più,

non ci appartiene più....


anche per il sentimento della nostalgia la musica a detto la sua, con le parole di:


cocciante che addirittura la chiama "dolce compagna" in celeste nostalgia,
o albano e romina che cantano: " nostalgia canaglia che ti prende propio quando non vuoi......... nostalgia di una strada, di un amico, di un bar......." ma la frase più bella per me è: " chissà perchè si gira il mondo per capire un po' di più....... mentre si va quel dolce tarlo all'improvviso tornerà"



…. Questo sentimento mi accompagna ormai da molto tempo, e forse dicendovi che da 8 anni vivo a 1200 km da casa, potete capire il mio stato d'animo, e credo che aggiungere ulteriori sensazioni e ricordi personali renderebbe questo post ancora più triste.

giovedì 10 settembre 2009

AMBARADAN

La prof è tornata..... Lo sapevate che:

La parola ambaradan, che indica un guazzabuglio, una situazione disordinata, deriva dal nome di una località etiope, il massiccio Amba Aradan, che fu teatro di una battaglia cruenta e caotica tra italiani e abissini nel 1936....

per oggi breve e concisa.... poco tempo, ma la parte della saccente la faccio comunque.... hehhehehe

mercoledì 6 maggio 2009

LA FINE DELLA GRAVIDANZA



Eccomi qui come al solito a parlare di stranezze...
Oggi il mio istinto da curiosona mi ha portato alla ricerca dell'utero artificiale.
Entro una generazione sarà probabile l'uso di massa dell'utero artificiale per crescere i bambini.

E allora il mio grido si leva in un risonante :"ma basta ma la vogliamo smettere... vogliamo lasciar stare l'utero dove sta???"Abbiamo cominciato dandolo in prestito, o ad affittarlo per un periodo non superiore ai nove mesi...ma ora la scienza a reso tutto più interessante, tu donna prendi il tuo uovo e uno spermino di tuo marito, metti tutto sotto vetro e aspetti che sbuchi tuo figlio...

"L'utero è un luogo oscuro e pericoloso, un ambiente rischioso"

scrisse anni fa Joseph Fletcher, professore di etica medica alla Scuola di Medicina - Università della Virginia

I ricercatori stanno lavorando alla creazione di un utero totalmente artificiale. Una squadra di scienziati del Weill Medical College della Cornell University - ha annunciato il successo nella creazione di un rivestimento uterino artificiale.
L'equipe guidata dal Dr. Hung Chiung Liu del Centro di Medicina Riproduttiva e Infertilità, ha
stimolato la crescita di cellule nel rivestimento interno dell'utero usando un cocktail di farmaci e
ormoni.

Yosinory Kuwabara e i suoi colleghi, lavorando in una ricerca di laboratorio alla Junternoud University di Tokyo, stanno sviluppando il primo utero artificiale funzionante - un contenitore di plastica trasparente dalle dimensioni di un canestro di pane, riempito dal liquido amniotico stabilizzato alla temperatura corporea. Per diversi anni, Kuwabara e la sua equipe hanno tenuto in vita e cresciuto feti di capra per più di dieci giorni attraverso la connessione dei loro cordoni ombelicali a due macchine che facevano la funzione di placenta pompando nel sangue ossigeno e nutrienti ed eliminando i prodotti di rifiuto. Mentre l'utero di plastica è solo un prototipo, Kawabara predice che il pieno funzionamento dell'utero artificiale capace di sviluppare un feto umano può essere una realtà in meno di sei anni. Quindi con molta probabilità noi che siamo abituati a vedere fiorire floridi pancioni potremmo assistere ad un uso di massa di questo utero.

Molti scienziati che lavorano nel nuovo campo della biologia molecolare fetale, dicono che la possibilità di sviluppare un feto in un utero completamente artificiale ci metterebbe in grado di compiere modificazioni genetiche e correzioni creando i bambini progettati. L'utero artificiale può divenire il mezzo preferito per produrre un bambino. Le donne possono avere i loro ovuli rimossi e gli uomini lo sperma prelevato nei dieci anni in cui questi sono più vitali e congelati fino a quando non si sentono pronti per fare bambini.
Le madri possono risparmiare se stesse dai problemi e dagli inconvenienti della gravidanza, mantenendo la silhouette giovanile, prendere il sole con l'ombelico ben in vista, ingozzarsi di salame crudo o seguire un corso di salto con l'elastico e dopo nove mesi portare il bambino a casa quando è "pronto".

Lontana trovata? Purtroppo no, centinaia di uteri di madri surrogate sono già stati usati per la gestazione di alcuni dei molti embrioni fertilizzati in vitro.

Certo, si sollevano di diverse questioni fastidiose:

Ma se il feto risponde al battito cardiaco della madre, così come alle sue emozioni, stati d'animo e movimenti; un legame tra i due che gioca un ruolo critico nello sviluppo del feto. Che tipo di bambino produrremo dal liquido del sacco di plastica?

Quanto l'eliminazione della gravidanza influenzerà il concetto di responsabilità parentale?
Saranno i genitori meno attaccati alla loro prole?

Le femministe vedono l'utero artificiale come l'emarginazione finale della donna, private del loro ruolo di progenitrici della specie. per loro l'utero artificiale, deriva dalla volontà dell'uomo di trovare una via per creare un sostituto meccanico dell'utero femminile. Armato dell'utero artificiale, l'uomo potrebbe liberare se stesso, una volta e per sempre dalla sua dipendenza dalla donna.

Molti verosimilmente diranno: perché preoccuparsi? Sicuramente l'utero artificiale è lontano, fuori dall'orizzonte. Cinque anni fa pensavamo la stessa cosa circa la clonazione umana e l'uso di cellule staminali per produrre parti di corpo.

mercoledì 4 marzo 2009

LA GELOSIA NON HA LIMITI

GELOSINI E GELOSONI DI TUTTO IL MONDO, ecco a voi 3 semlici modi per controllare i vostri partner come dei veri ispettori del RIS.... Avrete modo di far sentire il vostro partner soffocare ed impazzire sotto il vostro controllo blindato... ahahhahah non credevo che la mente umana arrivasse a tanto pur di controllare la vita altrui.

1) Il primo di questi meravigliosi e perversi giochini si chiama: Software SpyPhone GSM INFO v9

GSM Info SpyPhone v9 è il nuovissimo e potentissimo software spyphone per cellulari che aggiunge originali ed uniche funzionalità al tuo cellulare.
Trasforma il tuo cellulare, in un telefonino spia. Ovvero, un telefono potrà essere tenuto sotto controllo e monitoraggio in tutte le sue funzioni, da distanza illimitata
e sfruttando la stessa rete GSM, mediante un altro telefono. Eccovi le funzioni:

- Funzione ascolto a distanza (comunemente chiamata SpyPhone):potrete ascoltare a distanza, senza limite alcuno, tutti i rumori ambientali che insistono nel raggio d'azione di qualche metro attorno al telefonino. Basterà chiamare il telefono controllato, ed il telefono
con su installato il gsm-info risponderà in maniera del tutto discreta, senza accendere la
luce della tastiera, senza accendere la luce del display, e senza indicare nulla sul monitor,
permettendo l'ascolto a distanza. Non resterà traccia della chiamata "SpyPhone" sul registro
delle chiamate entranti. (Così saprete anche quando il vostro partner è in bagno a fare i suoi bisogni... ahahhahahahahah)

- Funzione Conferenza o chiamata a tre:funzione che permette al telefono pilota di inserirsi facilmente e rapidamente in una conversazione fatta dal telefono monitorato, sfruttando la funzione "conferenza o chiamata a tre"
attualmente supportata da tutti i gestori di telefonia mobile. (saprete ogni conversazione fatta dal vostro lui o lei, anche quelle fatte alla mamma.... hahahhahah)

- Funzione copia carbone degli SMS: in tempo reale: invio in copia carbone su di un numero GSM pilota, in tempo reale, di tutti gli SMS inviati e ricevuti dal cellulare dove è installato il software.

- Funzione localizzazione (BTS e GPS): mediante una specifica parola chiave, il software GSM info risponderà, inviando al cellulare pilota via SMS, informazioni tecniche sulla cella GSM (cell-id) su cui è appoggiato il cellulare, permettendone una relativamente facile localizzazione. dire (nemmeno i più bravi bugiardi potranno dire di essere a lavoro)

- Funzione lista chiamate: in tempo reale: ogni qualvolta il telefono di destinazione, effettua o riceve una chiamata, il software GSM info invierà al cellulare pilota un SMS con il numero chiamato o chiamante.

Voi credete che sia finita, ma non è così... questo software ha ancora innumerevoli funzioni fra cui recuperare dal cellulare spiato gli SMS cancellati, o sapere se cambia sim card,ecc..ecc... è impossibile sfuggire.... è diabolico, e soprattutto: si installa in pochi click,è estremamente facile da usare, nessuna traccia sul registro chiamate delle telefonate in modalità spyphone ricevute dal numero di cellulare pilota, ecc... ecc...
ASSURDO

Ma non è finita, perché ora c'è il secondo giochino:

2)SIMCon (SIM Content Controller)
SIMCon è un programma che consente all'utente di visualizzare in modo sicuro tutti i file presenti su una SIM card GSM/3G in un file con un lettore smart card standard. In seguito l'utente potrà analizzare i contenuti della carta, inclusi numeri e messaggi di testo memorizzati.

Fra le varie funzioni di questo gingillo troviamolo spionaggio di i messaggi di testo ed i
numeri memorizzati, recupero dei messaggi di testo cancellati e memorizzati nella scheda, ma non leggibili sul telefono. ma soprattutto l'assurdità sta nella gestione dei codici PIN e PUK

Ed per finire il pezzo forte delle assurdità che non voglio nemmeno commentare:

KIT INFEDELTÀ DELUX TEST TRADIMENTO IN 5 MINUTI
Riporto semplicemente quello che ho trovato:

IL KIT DELL'INFEDELTÀ E' SCIENTIFICAMENTE TESTATO

DELUX A RAGGI UV OFFRE UN METODO INGEGNOSO ED INFALLIBILE PER LOCALIZZARE MACCHIE CHE ALTRIMENTI SAREBBERO INVISIBILI A OCCHIO NUDO. USANDO LA LUCE UV TI AIUTERÀ A ESCLUDERE OGGETTI NEI QUALI NON CE' PRESENZA DI LIQUIDI SEMINALI. VERIFICA LA FEDELTÀ SESSUALE DEL PROPRIO PARTNER IDENTIFICANDO TRACCE DI SPERMA LASCIATE NELLA BIANCHERIA INTIMA, LENZUOLA, TESSUTI E ALTRE SUPERFICI , DOPO L'ATTO SESSUALE E' UN TEST PRECISO CHE RISULTERÀ POSITIVO SE VIENE RILEVATA LA MINIMA PRESENZA DI LIQUIDO SEMINALE.



giovedì 5 febbraio 2009

GRANDE FRATELLO: un' italia che non vorrei.

Alcuni giorni fa ho iniziato a scrivere un post sul grande fratello, ma ahimè, mi son dovuta fermare.... non ho più parole, è davvero fuori da ogni logica, ed ogni ulteriore commento servirebbe solo ad accrescere questo guazzabuglio mediatico, che francamente ha un pò stancato...



Nessun commento all'arroganza, la maleducazione e la superficialità con cui vengono affrontati temi importanti da questi ragazzi che per mia sfortuna rappresentano l'italia e quindi me.!!!!




martedì 3 febbraio 2009

capro espiatorio

Eccomi qui, pronta ad ammettere un mio errore, visto che dai miei post vien fuori che voglio fare la maestrina, oggi sono qui per ammettere una mia colpa.

Ieri sera guardando la TV con amiche, dopo che una concorrente del GF ha detto "sono il capro espiatorio di....." mi è venuto un dubbio: ma si dice capo o capro espiatorio? Tutte sostenevano che si dice "capo espiatorio", ed io dubbiosa ho confermato.

Ma questa mattina la curiosità mi ha spinto ad effettuare le mie solite ricerche, quindi ammetto di aver scoperto solo oggi da dove viene il modo di dire CAPRO ESPIATORIO.

Qui di seguito i risultati della mia ricerca:

  • Il capro espiatorio era una capra che veniva allontanata nella natura selvaggia, come parte delle cerimonie ebraiche dello Yom Kippur, il Giorno dell'Espiazione, all'epoca del Tempio di Gerusalemme. Due capri venivano portati, assieme ad un toro, sul luogo del sacrificio, come parte dei Korbanot ("sacrifici") del Tempio di Gerusalemme. Il sacerdote compiva un'estrazione a sorte tra i due capri. Uno veniva bruciato sull'altare sacrificale assieme al toro. Il secondo diventava il capro espiatorio. Il sacerdote poneva le sue mani sulla testa del capro e confessava i peccati del popolo di Israele. Il capro veniva quindi allontanato nella natura selvaggia, portando con sé i peccati del popolo ebraico, per essere precipitato da una rupe a circa 10 chilometri da Gerusalemme.
  • In senso figurato, un "capro espiatorio" è qualcuno a cui è attribuita tutta la responsabilità di malefatte, errori o eventi negativi e deve subirne le conseguenze ed espiarne la colpa; è bene anche dirsi, che il capro espiatorio diventa soggetto di tali accuse, e quindi probabili pene, più volte prima di essere definito tale. La ricerca del capro espiatorio è l'atto irrazionale di ritenere una persona, un gruppo di persone, o una cosa, responsabile di una moltitudine di problemi.

domenica 1 febbraio 2009

AFFATTO

Eccomi qui, la solità curiosona, questa volta il mio dubbio è:
ma la parola affatto sta a significare per niente o del tutto?

Io ho sempre avuto la convinzione che significase del tutto o completamente, infatti la frase : per niente affatto io l'interpreto come per niente completamente.
Ma propio ieri un mio amico mi ha chiesto: MI VUOI BENE? ed io ho risposto : AFFATTO.
e da, li giu una violenta discussione sul significato del termine.

Lui sosteneva (come la maggior parte delle persone) che affatto significa Per niente, ed io testa dura ho fatto un'approfondita ricerca ed ora sono qui con prove documentate ad urlare a tutto il mondo che affatto utilizato nella frase: PER NIENTE AFFATTO, sta solo a rafforzare la parola niente... quindi AFFATTO=DEL TUTTO/COMPLETAMENTE

Ovviamente nel gergo comune tale parola ha cambiato significato, ma ERONEAMENTEEEEEE!!!

Riporto qui di seguito i risultati della mia ricerca:




Etimologicamente la parola affatto deriva da a + fatto nel senso di ‘cosa ormai compiuta, completa’ e quindi esprime il concetto di “nel fatto”, “nella sostanza”, “nella realtà”; rende l’idea di ciò che si è concretato e quindi è positivo, definitivo, affermativo e confermativo di una realtà. Il corrispondente latino è omnino (interamente, totalmente). È apparentato all’avverbio infattti e alla locuzione avverbiale di fatto.

Ma quale ne è il significato esatto? Consultiamo il Grande Dizionario della lingua italiana - Vol. I, di Salvatore Battaglia (Edizioni UTET - Torino, 1961, pag. 200): vi troviamo spiegato che si tratta di un avverbio indicante “ interamente, completamente, del tutto, in tutto e per tutto; realmente, veramente “ ed usato anche per rafforzare una negazione: niente affatto (per nulla).

Peraltro già nel 1956 il “ Dizionario linguistico moderno (Edizioni Scolastiche Mondadori, 1956, pagg. 27-28) di Aldo Gabrielli, aveva precisato che trattasi di un avverbio di quantità che, usato da solo, vale ‘interamente’, ‘in tutto e per tutto’, ‘del tutto’, ‘totalmente’ e simili: ‘ … la popolazione era giunta, non satolla né affamata, ma, certo, affatto sprovveduta, alla messe del 1628… ‘ (Manzoni).

Si aggiungeva inoltre: errore è quindi usarlo, così da solo, con significato negativo; per esempio “ È affatto bello “ significa che è interamente bello; per dire che non è bello bisognerà dire ‘Non è affatto bello’; bisogna cioè far precedere affatto dalla negazione non; così, la frase Questo libro mi piace affatto vale “Questo libro mi piace in tutto e per tutto”, mentre la frase Questo libro non mi piace affatto vale “Questo libro non piace per nulla”.

Così, a uno che, per esempio, domandasse: “ Ti senti bene? “, noi, per comunicare che non ci sentiamo bene, non risponderemmo Affatto “, ché invece verremmo a dire che stiamo interamente bene; volendo rispondere che non ci sentiamo bene, dovremmo rispondere: Niente affatto“.

giovedì 22 gennaio 2009

Biowashball


Giovedì 15 gennaio sono andata a vedere lo spettacolo di Grillo, che a onor del vero ho trovato divertentissimo ed interessante, ma una cosa mi ha lasciata estremamente perplessa: è possibile che una palla di plastica contenente dei granelli ceramici possa "pulire la biancheria senza l’utilizzo di detersivi", come la Biowashball, tanto pubblicizata da Grillo? Sarebbe una rivoluzione. Rivoluzione che sarebbe un danno enorme per le cattivissime multinazionali del detersivo. E così nasce, inevitabile, la teoria di complotto.

Le spiegazioni fornite dai siti promotori suonano molto, molto sospette. Per esempio, come fa una pallina di plastica con dentro delle perline ceramiche a emettere "potenti raggi infrarossi"? Da qualche parte l'energia per emetterli deve arrivare. Da dove, visto che la pallina non ha batterie o altre fonti di energia? E come fanno i raggi infrarossi a disgregare "le molecole d'idrogeno dell'acqua per aumentare il movimento molecolare"?

C'è poi da chiedersi come mai il prodotto viene venduto dallo stesso genere di negozio che vende le "coccinelle" che dovrebbero bloccare le emissioni dei telefonini (ma se le bloccano, come fa il telefonino a funzionare?).

Il fatto che ne parli Beppe Grillo potrebbe essere considerato una garanzia di affidabilità: ma non sarebbe la prima volta che Grillo inciampa in bufale di questo genere. Qualcuno ricorderà la sua storia dei telefonini che cuocevano le uova.

Stroncatura cosmica. I test di laboratorio standard della rivista Il Salvagente e quelli artigianali fatti da Raitre hanno rivelato che lavare con acqua e Biowashball è come lavare con acqua e basta.

Sarebbe il caso che Grillo seguendo la sua propaganda della giustizia dicesse: vi rimborso di tasca mia per tutte le Biowashball che vi ho fatto comperare"?

domenica 11 gennaio 2009

Omaggio a DE ANDRE'



Credo che sia superfluo aggiungere commenti.


« De André non è stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano »
(Nicola Piovani)

...Con l'andare del tempo si scopre che gli uomini sono dei meccanismi talmente
complessi che agiscono tante volte
in modo indipendente dalla loro volontà.
Allora finisci per trovare poco merito nella virtù e ben poca colpa nell'errore.
Se estendi questo tipo di indulgenza anche a te stesso riesci ad avere un rapporto meno
contrastato con il tuo prossimo...

...io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai;
amore che vieni, amore che vai...

...Ma sarà la prima
che incontri per strada che tu
coprirai d'oro,
per un bacio mai dato
per un amore nuovo...

...Poiché dispongo, per affascinare quei docili amanti,
di puri specchi che rendono più belle tutte le cose:
i miei occhi, i miei larghi occhi dalle chiarità eterne...

...E andata via senza fare rumore
forse cantando una storia d'amore
la raccontava ad un mondo ormai stanco
che camminava distratto al suo fianco...

...IO MI DICO E' STATO MEGLIO LASCIARCI CHE NON ESSERCI MAI INCONTRATI...

...ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior...


...Non credo che chiesi promesse al suo sguardo,
non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce,
quando il cuore stordì e ora no, non ricordo
se fu troppo sgomento o troppo felice,
e il cuore impazzì e ora no, non ricordo
da quale orizzonte sfumasse la luce...

...Ma che la baciai, questo sì, lo ricordo,
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per dio sì, lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra...

...Ma gli uomini mai mi riuscì di capire
perché si combinassero attraverso l'amore
affidando ad un gioco la gioia e il dolore...

lunedì 5 gennaio 2009

PARLARE A VANVERA


Avete mai provato a cercare il significato
di una parola o di una frase?
Se provate a chiedere a conoscenti ed amici
scoprirete che molti di loro non ne conoscono
il vero significato pur usando spesso tale parola...

Sicuramente molti di voi, come me, risolverebbero
il problema accedendo a quell'immensa riserva
di sapere che è internet, e cliccando un motore di
ricerca ogni dubbio si dissolverebbe... o forse no....

Io, che sono una CURIOSONA, uso spesso questo metodo,
ma mi areno sempre di fronte ad un immenso dubbio...
quali delle risposte proposte dal computer è la più giusta?

Ad esempio... ieri volevo a tutti costi sapere perché si dice
"parlare a vanvera"

Dopo le risposte scombinate dei miei amici ho acceso
il PC è queste sono le varie definizioni che ho trovato:

  • Parlare a vanvera è una locuzione della quale non si conoscono con precisione le origini.Questo modo di dire, per alcuni studiosi, deriverebbe dal gioco spagnolo della bambàra, una perdita di tempo, appunto. In alcune zone della Toscana ancora oggi si dice parlare a bambera.
  • Altri studiosi ritengono che parlare a vanvera sia una locuzione onomatopeica che deriva dal suono di chi parla farfugliando e dunque perde tempo senza riuscire a comunicare qualcosa di sensato.

  • vanvera: Solo nella loc. avv. A vanvera, senza ordine, senza criterio, a casaccio: disporre le cose a vanvera; giudicare a vanvera; fa tutte le cose a vanvera. Parlare, rispondere a vanvera, senza competenza, fondamento, logica.
Queste risposte mi sono sembrate molto soddisfacenti e tutte concordi sul significato di tale frase...ma mentre gironzorellavo nel web una storia ha attirato la mia attenzione e allora ho deciso che da oggi in poi se qualcuno mi chiederà cosa significa parlare a vanvera io risponderò:


Il detto di Parlare a Vanvera avrebbe avuto origine dalla storia di una bambina che si chiamava Vera Van. Le piaceva ascoltare tutto; a cinque anni chiese di andare a scuola per ascoltare le lezioni. La maestra le disse che si sarebbe annoiata ma Vera scosse la testa e fu
iscritta. Quando la maestra faceva l'appello chiamava: - Van Vera - e non Vera Van. A Vera piacque molto essere chiamata cosi'. Van Vera crebbe e andò a lavorare presso il Telefono Amico prima, poi divenne Uditrice Giudiziaria. Divento' vecchia e sorda. I nipoti e i pronipoti che
fino a quel momento le avevano raccontato i loro problemi decisero di ricambiarle il favore. A turno tutti i pomeriggi andavano a trovarla e le raccontavano storie e discorsi senza senso. Da allora quando si parla dicendo cose senza senso si dice: "Parlare a Vanvera".